Ann Hellen Skaug

 

NORWAY

Ho sempre avuto molti interessi, ma più di tutto mi piaceva l’idea di fare qualcosa per gli altri.

Insegnare il norvegese agli stranieri emigrati è stata quasi una scelta naturale. 

Mi piaceva l’idea che, anche grazie al mio lavoro, avrebbero avuto l’opportunità di inserirsi nel mio paese, trovando un impiego dignitoso. Ci ho messo un po’ per capirlo, ma non per tutti sarebbe andata così. Tra i miei alunni c’erano molte donne adulte con figli e senza nessuna esperienza lavorativa: chi le avrebbe assunte?

Per me era straordinario vedere persone semi analfabete che imparavano a scrivere in una lingua sconosciuta, ma sapevo che non sarebbe stato sufficiente per dare loro l’emancipazione che sognavano. E questo mi dava un profondo senso di impotenza.

È cosi che sono uscita dal percorso tranquillo e sicuro che mi ero costruita per andare verso orizzonti imprevisti. 

Ho messo insieme tutte le mie conoscenze e passioni per dare vita a Garn surr: un posto dove donne somale ed eritree acquisiscono competenze e fiducia in se stesse lavorando in totale autonomia.

Seguono il loro senso cromatico fuori dal comune e trasformano matasse bianche di lana merinos in piccoli capolavori. Creazioni che esprimono appieno la cultura d’origine e la personalità di ciascuna. 

A colpi di colore, le mie ex alunne conquistano autonomia e identità. 

Intanto, insieme a loro, io imparo a camminare lungo sentieri inaspettati e colorati.

Strade nuove dove le differenze diventano scambio creativo, il lavoro diventa divertimento e il confine tra chi aiuta e chi viene aiutato non esiste più.

Cosa si può chiedere di meglio ad una passione?

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